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Scale da interno: quale tipologia si adatta al tuo spazio?

  • infoapiusette
  • 23 mar 2022
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 19 mar 2023

Qualsiasi tipologia, forma o materiale scegliate, ricordate che la scala contiene dentro di sé sempre un po’ di potenziale teatrale, un gusto per la suggestione, il mezzo espressivo più forte per dare stile e carattere agli spazi. Un elemento funzionale nella circolazione interna di un edificio, che deve avere parametri tecnici e finalità di sicurezza vincolanti, ma anche obiettivi puramente estetici. Nella fase di progettazione e realizzazione è importante che la posa dei materiali e i dettagli siano curati, la raffinatezza e la buona riuscita stanno nelle piccole soluzioni, i criteri con cui il progettista la concepisce si devono sposare bene insieme con coerenza stilistica e strutturale con il resto dell’abitazione. La scala per gli architetti rimane sempre una “regina” incontrastata tra gli elementi architettonici che costituiscono un progetto.


A chiocciola Può avere forma circolare, ovale o a spirale; i gradini si appoggiano a un’ asse centrale detto montante, la larghezza minima negli alloggi residenziali è di 1,20 cm. La scala a chiocciola per interni è spesso realizzata con elementi prefabbricati in acciaio, alluminio o legno.

Le scale a chiocciola nascono come soluzione salvaspazio per sfruttare un’abitazione al massimo delle sue possibilità. Se la scala tradizionale si presenta come un elemento voluminoso, bisognoso di spazio e di “attenzione” – tanto che in passato veniva posizionata al centro della casa come elemento estetico e di prestigio – la scala a chiocciola, invece, per la sua forma particolare, ricorda più le torri dei castelli dove la praticità superava la forma. Ma cosa spinge a scegliere una scala a chiocciola fra i vari tipi di scale per interni e cosa bisogna tenere in considerazione per non avere sorprese dopo la sua installazione? Di seguito alcuni utili suggerimenti per trovare la scala adatta alla vostra casa.

  1. La forma dell’appartamento Il primo elemento da studiare è sicuramente la forma della casa; se è lunga e stretta o con una forma molto irregolare è chiaramente difficile inserire una scala rettilinea. Una scala a chiocciola si può posizionare anche negli angoli più improbabili, arredando al meglio uno spazio altrimenti poco utilizzato. Ma non sono solo le forme irregolari a far preferire la chiocciola: anche le funzioni e le esigenze di utilizzo della casa devono essere considerate. Ad esempio pensate ad un grande soggiorno tagliato da una rampa: potrebbe sembrare un po’ azzardato, no?

  2. Le dimensioni Questo tipo di scala può essere realizzata anche in spazi estremamente piccoli, sempre rispettando le norme specifiche che ne regolano forma e dimensione. Oltre alla normativa, è bene considerare anche l’ergonomia e il buon senso. Scale di dimensioni inferiori a quelle suggerite sarebbero veramente difficili da percorrere, al punto da compromettere la funzionalità della scala stessa poiché troppo stretta. In genere si considera come riferimento il diametro del cerchio in cui si inscrive lo sviluppo orizzontale della scala. Anche se la misura minima prevede 100 cm di diametro a pianta tonda, con un passaggio di 46 cm, in genere si usano scale con almeno 60 cm di passaggio e quindi 120 cm di diametro. Anche l’alzata dei gradini è proporzionale alla dimensione, arrivando ad un massimo di 24 cm di altezza contro i 18 di una scala tradizionale, risparmiando così ulteriore spazio in verticale.

  3. Pianta quadrata o pianta tonda La differenza fra scale a chiocciola tonde e quadrate è giustificata dalla posizione in cui si inserisce la scala stessa. Naturalmente ci sono piccole differenze di comodità ed agio tra un modello e l’altro, ad esempio la pianta tonda è più scomoda nella parte centrale mentre quella quadrata è omogenea e quindi più comoda. Tuttavia, anche se con qualche disagio, la scelta di una scala tonda permette di ridurre al minimo lo spazio di ingombro: per questo è la più utilizzata ed è diventata la regina del salvaspazio. La scala a pianta quadrata è leggermente più invadente di quella tonda ma può essere sfruttata meglio nel sottoscala, negli angoli e tra un locale e l’altro; inoltre può nascondere vani contenitori.


  1. Dove posizionare la scala a chiocciola La posizione della scala non è solo una questione estetica ma soprattuto statica; anche se avete delle idee in mente, nella scelta definitiva meglio affidarsi a un professionista che si accerterà che quello che desiderate sia effettivamente realizzabile e sicuro per la struttura della casa; si potrà trattare di una scala angolare – come nella foto in alto – o centrale, come nell’immagine successiva.

Quali permessi richiedere

  1. L’installazione di scale interne ricade tra gli interventi definiti di manutenzione straordinaria dal Testo Unico dell’edilizia. Per questo è necessario richiedere un permesso edilizio per la loro realizzazione. Il professionista a cui avete fatto riferimento si occuperà di presentare la pratica adatta al tipo di lavoro da effettuare. Ad esempio l’installazione di una scala che richiede una modifica strutturale o la demolizione di una parte di solaio richiede una SCIA, che necessita l’intervento di un professionista abilitato che certifichi la bontà del lavoro. Mentre si dovrà presentare una pratica chiamata CILA, meno complessa e subito esecutiva, nel caso in cui si debba rimpiazzare una scala già presente o si debbano effettuare interventi non particolarmente invasivi.

Scala a una rampa È la scala più comune, può essere: leggera, normale, pesante o faticosa. Tutto dipende dall’inclinazione che ha in rapporto all’altezza che deve raggiungere, in altre parole la pendenza. Nella salita di una scala a una rampa è importante considerare lo “sforzo di risalita” che una persona deve compiere per fare il passaggio di quota; quello che è considerato più comodo ha un’inclinazione di 30° e un rapporto alzata/pedata dei gradini di 17/29 cm.


Multirampa È la scala composta da rampe che si susseguono in serie, secondo il dislivello che devono superare; di solito la lunghezza standard di una rampa è compresa da una serie di gradini tra 3 e 18. La soluzione che presenta il percorso più lungo va quindi progettata con particolare cura, rispettando i requisiti di sicurezza (con corrimani adeguati) e di benessere (non troppi gradini da percorrere e non troppo inclinati).

Scala appoggiata È il metodo costruttivo più utilizzato perché il più economico: gli elementi sono incastrati o appoggiati direttamente nella struttura portante del vano scale che di solito è realizzato in cemento armato. Questo tipo di scala è comprensiva di rampe, pianerottoli e gradini.

A sbalzo È una scala molto amata dai progettisti per la resa lineare e il design minimalista; l’effetto visivo spaziale è molto bello, sicuramente di non facile realizzazione, sopratutto se si scelgono materiali particolari (vedi vetro). La scala è composta da singoli elementi, i gradini, tutti connessi mediante appoggi o incastri nel muro. Si differenzia dalle comuni scale che collegano i piani perché non ha supporti laterali. Ci sono anche casi in cui i gradini sono a sbalzo e sostenuti da una trave in cemento armato o acciaio messa “a ginocchio”, cioè parallela al verso di salita, come possiamo vedere nella foto qui sotto.


Materiali Combinando insieme i vari materiali si possono creare innumerevoli soluzioni progettuali, è molto importante conoscere le capacità e le caratteristiche tecniche dei singoli materiali così da poter proporre idee innovative e dare magari una veste esteriore diversa dall’effettiva consistenza del materiale: leggerezza alla pietra, solidità al vetro, morbidezza all’acciaio, ecc.

Il legno è uno dei materiali più utilizzati in ambito residenziale. In passato ha avuto una larghissima applicazione, ma ancora oggi rimane uno dei più apprezzati. I legnami impiegati sono quelli più duri che resistono bene all’usura e al calpestio come quercia, rovere, castagno, faggio. Una scala in legno si distingue in particolare quando è accostata ad altri materiali meno tradizionali, come il vetro o l’acciaio.

Pietra La pietra nelle scale è principalmente impiegata come rivestimento: travertino, marmo o granito sono applicati in lastre a spessore variabile (2-3 cm) su una struttura sottostante in calcestruzzo armato. Possono anche essere realizzate a sbalzo con gradini e pianerottoli in struttura massiccia – è una tipologia molto costosa, anche se di grande effetto.

Cemento armato Il C.A. è il materiale più usato per la realizzazione di scale: è di rapida esecuzione e si può adeguare a qualsiasi struttura architettonica, sia esistente in caso di una ristrutturazione, che nelle nuove costruzioni, può assumere qualsiasi forma e dimensione, basta che il progettista abbia la giusta conoscenza della scienza delle costruzioni e sappia adattarla alle varie soluzioni. Un ruolo importante in questo tipo di strutture è svolto dai gradini che possono essere appoggiati alla struttura portante del vano, oppure incastrati su un lato, così da diventare “mensole”. La scala costruita in C.A. si può poi rivestire con altri materiali o lasciarla “a nudo”, l’effetto è design (dallo stile brutalista) allo stato puro, un elemento architettonico forte che bisogna saper collocare nell’ambiente giusto.

Acciaio Questo tipo di materiale si caratterizza per la resistenza, leggerezza e rapidità nei tempi di costruzione, si può utilizzare in piastre piatte con lamiere di diversa grandezza o con profilati a vario spessore, le parti che compongono la scala possono essere saldate o bullonate. L’elemento distintivo quando si progetta con l’acciaio è la possibilità di avere una continuità superficiale, come un nastro, questo effetto rende la scala particolarmente scenografica e scultorea, inoltre nel caso di gradini “a giorno” e ringhiere assenti o realizzate in filo metallico, la scala appare più leggera, con uno stile estremamente grafico ed essenziale.

Vetro Il vetro strutturale usato per la progettazione di scale è una delle ultime novità architettoniche, la prima è stata realizzata nel 2002 a New York per il negozio Apple, tale è stato il successo che da lì in poi è entrata anche nei progetti di scale residenziali. Va detto che è una soluzione di grande effetto, ma molto costosa. Di solito il vetro si è sempre utilizzato per il parapetto, mentre ora si possono realizzare anche scale a sbalzo, con gradini in vetro dotati di un supporto interno e integrati nel muro, in questo modo si enfatizzano molto le caratteristiche di leggerezza e trasparenza del materiale, con il risultato di avere delle scale che sembrano “fluttuare” nello spazio – una scelta audace e coraggiosa non adatta a chi soffre di vertigini!


Se stai pensando di unire degli ambienti con una scala interna e vuoi saperne di più invia la tua richiesta a info@apiusette.com ti potremo supportare per questo e altri consigli.


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